Due maglioni possono avere la stessa composizione — per esempio 100% lana merino o 100% cashmere — e risultare completamente diversi. Uno è soffice, vaporoso e avvolgente; l’altro è liscio, sottile e compatto. Uno ha un aspetto tipicamente invernale; l’altro si indossa facilmente sotto una giacca.

Questa differenza può dipendere dal tipo di filato: cardato o pettinato.

Per scegliere bene non serve conoscere tutti i passaggi della filatura. Serve capire come queste due lavorazioni influenzano la mano, l’aspetto, lo spessore e il comportamento del capo durante l’uso.

La prima cosa da chiarire è che cardato e pettinato non sono due livelli di qualità. Sono due modi diversi di valorizzare una fibra e ottenere un determinato risultato.

La differenza che puoi vedere e toccare

Nel cardato le fibre sono disposte in modo meno parallelo e il filato tende ad avere una struttura più ariosa e voluminosa. Nel pettinato le fibre sono maggiormente allineate e quelle più corte vengono in parte eliminate durante la preparazione: il risultato tende a essere più regolare e compatto.

Sul capo finito, generalmente, questo si traduce così:

CaratteristicaCardatoPettinato
AspettoPiù vaporoso, con una peluria visibilePiù liscio, uniforme e definito
ManoSoffice, piena, avvolgenteLiscia, scorrevole, più asciutta
VolumeTendenzialmente maggioreTendenzialmente più contenuto
Disegno della magliaContorni più morbidiPunti e dettagli più nitidi
Impiego tipicoMaglioni e accessori dall’aspetto caldoMaglieria fine, polo, capi da indossare a strati

Sono tendenze, non regole assolute: la fibra, il filato, il punto e il finissaggio possono modificare molto il risultato. Anche IWTO distingue la maglieria cardata, generalmente più voluminosa, da quella pettinata, adatta anche a capi molto fini e leggeri.

La mano: morbido non significa sempre la stessa cosa

La mano è l’insieme delle sensazioni che provi toccando un capo: morbidezza, scorrevolezza, pienezza, elasticità e consistenza.

Un cardato può dare una sensazione simile a quella di una nuvola: lo stringi fra le dita e senti volume e sofficità. La sua superficie leggermente pelosa contribuisce a questa percezione.

Un pettinato può essere altrettanto morbido, ma in modo diverso. La sensazione è spesso più liscia, fluida e meno gonfia. Nel linguaggio del settore si parla talvolta di una mano “asciutta”: non significa ruvida, ma meno vaporosa e meno lanuginosa.

Per un negoziante è una distinzione importante. Se il cliente associa la qualità esclusivamente alla sensazione di “morbidissimo e gonfio”, potrebbe sottovalutare un ottimo pettinato. Se cerca una superficie pulita e levigata, potrebbe invece interpretare la naturale peluria del cardato come un difetto.

La domanda utile è: quale tipo di morbidezza preferisci indossare?

La fibra: lunghezza e finezza sono due cose diverse

Quando si parla di fibre si fa spesso confusione tra “lunga” e “fine”.

  • La lunghezza indica quanto è lunga la singola fibra.
  • La finezza indica quanto è sottile, cioè il suo diametro.

Una fibra lunga non è necessariamente più fine. E una fibra fine non è necessariamente lunga.

Il pettinato utilizza generalmente fibre sufficientemente lunghe per ottenere un filato regolare. Il cardato permette di lavorare anche fibre più corte, ma questo non significa che sia prodotto necessariamente con scarti o materie prime scadenti.

Un cardato può essere realizzato con cashmere vergine di alta qualità. Inoltre, “cardato” e “riciclato” non sono sinonimi: il primo termine descrive il sistema di lavorazione, il secondo l’origine della materia prima.

Per il cliente, quindi, leggere soltanto “cardato” o “pettinato” non basta a stabilire il valore di un capo.

Quale pizzica di più?

Non si può rispondere guardando soltanto il tipo di filato.

La sensazione di pizzicore dipende molto dal diametro delle fibre e dalla presenza di fibre più grossolane che sporgono dalla superficie. Le fibre fini si piegano più facilmente a contatto con la pelle e tendono a risultare più confortevoli.

Di conseguenza, un cardato di merino molto fine può risultare più confortevole di un pettinato realizzato con una lana più grossolana.

Anche la sensibilità personale conta. Un maglione piacevole sopra una camicia potrebbe non essere altrettanto gradevole sul collo nudo.

Se acquisti per indossare il capo direttamente sulla pelle, provalo nelle zone di contatto. Se sei un negoziante, evita di promettere che un prodotto “non pizzica” soltanto perché è pettinato o perché riporta la parola merino.

Spessore e peso: un maglione voluminoso non è necessariamente pesante

Sono due caratteristiche che spesso vengono confuse:

Lo spessore è lo spazio occupato dal capo. Il peso è la quantità di materiale che contiene.

Un maglione può essere spesso e leggero perché ha una struttura ariosa. Un altro può essere più sottile ma consistente, perché la maglia è compatta.

Il cardato tende a sviluppare volume; il pettinato si presta a superfici più piatte. Tuttavia, non si può affermare che il primo pesi sempre di più o che il secondo sia sempre leggero.

Il peso finale dipende anche da taglia, vestibilità, lunghezza, punto e quantità di filato impiegata.

Per questo valutare la qualità “a peso” è fuorviante. Un capo più pesante contiene più materiale soltanto se il confronto tiene conto anche delle dimensioni e della costruzione; non è automaticamente più pregiato.

Quale tiene più caldo?

Il calore non dipende soltanto dai grammi di lana o cashmere. Conta anche l’aria trattenuta nella struttura, che contribuisce all’isolamento.

Una struttura gonfia e ariosa può offrire una buona sensazione di calore senza un peso elevato. È uno dei motivi per cui il volume è una caratteristica apprezzata nella maglieria invernale. Woolmark evidenzia proprio il rapporto fra aria intrappolata, struttura del filato e isolamento.

Il cardato viene quindi spesso scelto per capi avvolgenti e dall’aspetto caldo. Il pettinato è molto apprezzato quando si desidera contenere l’ingombro e vestirsi a strati.

Ma “cardato uguale caldo, pettinato uguale fresco” è una semplificazione eccessiva. Un pettinato spesso può essere più caldo di un cardato sottile. E una maglia molto aperta può lasciar passare l’aria, anche se appare voluminosa.

Per scegliere considera il capo completo e il suo utilizzo: ufficio riscaldato, passeggiate all’aperto, uso sotto una giacca o sopra una camicia.

Pilling: il cardato fa più pallini?

Il pilling è la formazione di piccole palline di fibre sulla superficie del capo, soprattutto nelle zone soggette a sfregamento.

A condizioni confrontabili, un cardato soffice e peloso può essere più predisposto al pilling di un pettinato compatto. Una maggiore presenza di fibre superficiali e corte può favorire il fenomeno.

Tuttavia, il tipo di filatura non permette da solo di prevedere il comportamento del maglione. Contano anche lunghezza delle fibre, torsione del filato, compattezza della maglia, finissaggio e attrito durante l’uso. Woolmark indica fra i fattori utili a contenere il pilling l’impiego di fibre più lunghe, una torsione adeguata e una struttura più coprente.

Per il cliente, questo significa che:

  • un pettinato può comunque fare pilling;
  • qualche pallino non dimostra, da solo, che un capo sia scadente;
  • un pilling abbondante, persistente e accompagnato da un rapido deterioramento merita attenzione.

Per il negoziante, la promessa corretta non è “questo non farà mai pallini”, ma una spiegazione realistica del prodotto e della manutenzione richiesta.

Peluria e pilling non sono la stessa cosa

Una superficie leggermente pelosa può essere una caratteristica voluta del cardato.

La peluria è un velo di fibre; il pilling è un insieme di piccoli agglomerati. Un capo può avere una bella superficie vaporosa senza essere ricoperto di pallini.

Anche i trattamenti finali contribuiscono a creare quella mano soffice e quell’aspetto più pieno. Woolmark spiega che il finissaggio dei prodotti cardati può far sviluppare il filato e portare alcune fibre verso la superficie.

Una fotografia molto ravvicinata, quindi, va interpretata: vedere del pelo non equivale a vedere un difetto.

Quale mantiene meglio forma e aspetto?

Un pettinato compatto tende a mostrare una superficie più ordinata e punti più definiti. Un cardato valorizza maggiormente morbidezza e volume.

La capacità di mantenere la forma, però, dipende dall’intero capo: costruzione, densità della maglia, peso, bordi, lavaggio e modo in cui viene asciugato e conservato.

Non è corretto promettere che un pettinato non si allungherà mai o che un cardato perderà necessariamente la forma.

Entrambi richiedono una cura coerente con l’etichetta. In particolare, una maglia pesante appesa da bagnata può deformarsi indipendentemente dal tipo di filatura.

Perché un pettinato può costare più di un cardato?

La selezione delle fibre e i passaggi aggiuntivi necessari alla pettinatura possono incidere sul costo. Tuttavia, il prezzo non si può spiegare con questa sola distinzione.

Un cashmere cardato di alta qualità può costare molto più di un merino pettinato. Anche a parità di composizione, cambiano materia prima, quantità di filato, lavorazione e finiture.

È quindi sbagliato pensare che un capo sottile debba costare poco o che un capo più gonfio abbia necessariamente più valore.

Come scegliere in negozio

Se cerchi una sensazione soffice, piena e avvolgente, un cardato può essere la scelta più vicina alle tue aspettative.

Se preferisci una superficie liscia, discreta e poco ingombrante, un pettinato può essere più adatto.

Per un negoziante, avere entrambe le proposte permette di rispondere a esigenze diverse: chi desidera un maglione invernale da sentire addosso e chi cerca una maglia fine da portare sotto una giacca non sta necessariamente cercando lo stesso prodotto.

Prima di scegliere, osserva la superficie, tocca il capo e provalo. Valuta quanto ingombra, come cade e come si sente sulla pelle.

Un buon cardato deve essere un buon cardato; un buon pettinato deve essere un buon pettinato. La qualità sta nella coerenza fra materia prima, costruzione, comfort e comportamento nel tempo. La scelta giusta dipende da ciò che vuoi indossare.