Creare un brand di maglieria significa creare dei prodotti.

E se vuoi vendere maglieria con il tuo marchio, c'è una prima decisione fondamentale da prendere ancora prima di parlare di prezzi, quantità e produzione:

vuoi partire dai modelli già sviluppati dal produttore oppure vuoi creare dei modelli tuoi?

Sono due strade entrambe valide, ma sono profondamente diverse.

E soprattutto richiedono investimenti diversi.

Due modi completamente diversi di creare una collezione

Se vuoi creare un brand di maglieria, sostanzialmente hai due possibilità.

La prima è utilizzare i modelli già sviluppati dal produttore.

Scegli dal suo catalogo i prodotti che ti interessano e, quando previsto, puoi personalizzarli con le tue etichette, i tuoi cartellini, un ricamo, il tuo logo o altri elementi del tuo brand.

In questo caso gran parte del lavoro di sviluppo è già stato fatto.

Il produttore ha già progettato il capo, sviluppato il programma, realizzato i prototipi, corretto eventuali problemi, definito le lavorazioni e verificato consumi e tempi di produzione.

Tu parti da un prodotto esistente.

La seconda possibilità è completamente diversa:

vuoi creare i tuoi modelli.

Vuoi una determinata vestibilità, un particolare collo, le tue misure, una lavorazione specifica, un certo peso, determinati dettagli e, in generale, un prodotto sviluppato secondo la tua idea.

Ed è qui che inizia realmente lo sviluppo di una collezione private label personalizzata.

Se vuoi creare modelli tuoi, devi quindi mettere in conto fin dall'inizio un investimento fondamentale:

la campionatura.

Perché bisogna pagare i campioni?

Una delle incomprensioni più frequenti quando un nuovo brand si avvicina per la prima volta alla produzione di maglieria riguarda proprio il costo dei campioni.

La domanda, più o meno, è questa:

“Se poi farò la produzione, perché devo pagare il campione?”

Oppure:

“Vorrei sviluppare diversi modelli, vedere i campioni e poi decidere quali produrre.”

Dal punto di vista di chi non conosce il processo produttivo può sembrare ragionevole.

Ma c'è un errore di fondo.

Un campione non è semplicemente un capo. È sviluppo prodotto.

E sviluppare un prodotto richiede tempo, competenze, macchinari, materiali e lavoro.

Un'idea non è ancora un prodotto

Puoi arrivare dal produttore con un disegno, una fotografia, un rendering, una tech pack, un capo di riferimento oppure semplicemente con un'idea.

Ma nessuna di queste cose è ancora un prodotto industrializzato.

Una fotografia di un bel maglione trovata online non è un programma macchina.

Un disegno non stabilisce automaticamente tensioni, densità e consumi.

Un rendering non dice alla macchina come costruire un collo.

Bisogna trasformare quell'idea in qualcosa che possa realmente essere prodotto.

Nel caso della maglieria questo significa prendere numerose decisioni tecniche.

Quale filato utilizzare?

Quale titolo?

Quanti fili?

Quale finezza?

Quale macchina?

Quale punto?

Quale densità?

Quali misure?

Quale vestibilità?

Come costruire collo, fondo e polsi?

Come realizzare diminuzioni e aumenti?

Come costruire la manica?

Come assemblare il capo?

Come dovrà essere lavato e finito?

Una fotografia o un disegno non rispondono automaticamente a tutte queste domande.

Serve il lavoro di persone che conoscono la maglieria e che sappiano trasformare un'idea in un prodotto realmente producibile.

Prima del campione c'è la programmazione

Questa è probabilmente una delle parti meno visibili del processo.

Prima che una macchina elettronica per maglieria possa produrre il capo, qualcuno deve dirle esattamente cosa deve fare.

Le moderne macchine per maglieria sono estremamente sofisticate, ma non guardano una fotografia e producono automaticamente un maglione.

Il modello deve essere programmato.

Bisogna impostare lavorazioni, misure, punti, tensioni, diminuzioni, aumenti, bordi, colli e numerosi altri parametri.

Bisogna inoltre scegliere la macchina e la finezza più adatte al prodotto che si vuole ottenere.

Più il modello è complesso, maggiore può essere il lavoro necessario.

Quando alla fine il cliente riceve il campione vede un maglione.

Quello che non vede sono tutte le ore di lavoro necessarie per arrivare a quel maglione.

Poi bisogna produrre il primo prototipo

Una volta preparato il programma si passa alla macchina.

Ma il fatto che un programma sia stato creato non significa che il primo capo sarà automaticamente perfetto.

Anzi, il primo prototipo serve proprio a verificare cosa succede nella realtà.

Si controllano le misure.

Si verifica la vestibilità.

Si osserva come reagisce il filato.

Si controllano tensioni e densità.

Si valuta la costruzione.

Si verificano eventuali problemi durante la smacchinatura.

E spesso bisogna intervenire nuovamente sul programma.

Campionare significa provare, misurare, correggere e riprovare.

Questo è sviluppo prodotto.

Il capo deve poi essere confezionato e finito

Quando il capo esce dalla macchina il lavoro non è necessariamente terminato.

A seconda della costruzione, deve essere assemblato, rimagliato o cucito.

Poi deve essere lavato e finito.

E il lavaggio, nella maglieria, non è semplicemente una pulizia.

È parte integrante del processo produttivo.

Il filato cambia.

La maglia si assesta.

Le misure possono cambiare.

La mano del capo cambia.

Il prodotto assume il suo aspetto definitivo.

Solo dopo il finissaggio possiamo valutare realmente il risultato.

Seguono stiratura, controllo delle misure e controllo qualità.

Tutto questo viene fatto anche per un singolo campione.

E se il primo campione non è perfetto?

È assolutamente normale.

Il campione esiste proprio per questo.

Il cliente può voler modificare la lunghezza.

Cambiare il collo.

Allargare il corpo.

Stringere una manica.

Modificare il fondo.

Cambiare la vestibilità.

Oppure può essere il produttore stesso a individuare un problema tecnico e suggerire una soluzione differente.

A quel punto si interviene nuovamente sul prodotto e, quando necessario, sul programma.

Questa è la fase di sviluppo.

Il campione non serve a dimostrare che il produttore sa fare un maglione.

Serve a costruire il maglione che dovrà poi essere prodotto in serie.

Perché il campione può costare più del capo in produzione?

Questa è un'altra domanda molto frequente.

Facciamo un esempio puramente indicativo.

Supponiamo che un determinato capo, una volta entrato in produzione, abbia un prezzo di 70 euro.

Il cliente potrebbe chiedersi:

“Perché devo pagare 200 euro per il campione se poi ogni capo costa 70 euro?”

Perché sono due cose completamente diverse.

Nei 70 euro del capo prodotto in serie il lavoro di sviluppo è già stato fatto e il processo viene ripetuto su decine o centinaia di pezzi.

La macchina ha già il programma.

Il modello è stato testato.

La costruzione è stata definita.

I consumi sono conosciuti.

I tempi macchina sono conosciuti.

Le operazioni di confezione sono state definite.

La produzione è stata organizzata.

Nel campione, invece, dobbiamo affrontare il costo di creare tutto questo per la prima volta.

Il valore del campione non è quindi soltanto il filato contenuto nel capo.

È soprattutto il lavoro necessario per arrivarci.

Non stai comprando un maglione da 200 euro

Questo concetto merita di essere molto chiaro.

Quando paghi 200 euro per sviluppare un campione, non stai acquistando un maglione del valore di 200 euro.

Stai pagando un servizio di sviluppo prodotto.

Il capo fisico che ricevi è il risultato visibile di quel servizio.

Dietro ci sono:

  • analisi del modello;
  • studio della costruzione;
  • scelta della soluzione produttiva;
  • programmazione;
  • preparazione della macchina;
  • filato;
  • tempo macchina;
  • eventuali prove;
  • confezione;
  • lavaggio e finissaggio;
  • stiratura;
  • controllo;
  • eventuali correzioni.

Non stai comprando un campione. Stai sviluppando il tuo prodotto.

Il campione è semplicemente la parte di questo lavoro che alla fine puoi mettere sul tavolo, indossare, misurare e valutare.

“Vorrei fare dieci campioni e poi scegliere tre modelli”

Qui arriviamo a uno dei punti più importanti per chi vuole creare un nuovo brand.

È comprensibile voler vedere molti prodotti prima di decidere.

Ma se si tratta di modelli personalizzati da sviluppare appositamente, qualcuno deve sostenere il costo di quello sviluppo.

Se chiedi al produttore di sviluppare dieci modelli diversi, significa che deve analizzare, programmare, campionare e finire dieci prodotti diversi.

Se successivamente decidi di produrne soltanto tre, il lavoro sugli altri sette è comunque stato fatto.

Chiedere al produttore di sviluppare gratuitamente dieci modelli per poi scegliere eventualmente quali produrre significa, in pratica, chiedergli di finanziare lo sviluppo della tua collezione.

Non è questo il ruolo del produttore.

Se vuoi sviluppare dieci modelli personalizzati, devi mettere in conto l'investimento necessario per sviluppare dieci modelli.

Oppure puoi fare una cosa molto più intelligente:

partire da pochi modelli ben scelti.

Svilupparli correttamente.

Testarli.

Produrli.

Venderli.

E successivamente ampliare la collezione.

Creare una collezione significa anche fare delle scelte

Uno degli errori più frequenti dei nuovi brand è voler partire immediatamente con una collezione molto ampia.

Dieci maglie.

Tre cardigan.

Due polo.

Accessori.

Diversi filati.

Molti colori.

Ma ogni variante aumenta complessità, sviluppo e investimento.

Una collezione non diventa automaticamente migliore perché contiene più articoli.

Per un nuovo progetto può essere molto più efficace partire, ad esempio, con tre o quattro modelli forti, sviluppati bene e coerenti tra loro.

Il capitale disponibile può così essere concentrato sulla qualità del prodotto, sulla produzione, sulla comunicazione e sulla vendita.

La collezione potrà crescere successivamente.

E saranno anche le reazioni dei clienti e del mercato ad aiutarti a capire quali prodotti sviluppare in futuro.

Il produttore investe comunque insieme al cliente

C'è anche un altro aspetto che spesso non viene considerato.

Pagare la campionatura non significa necessariamente che il cliente stia sostenendo l'intero costo reale dello sviluppo.

Molto spesso il prezzo richiesto per il campione copre soltanto una parte del lavoro effettivamente svolto.

Il produttore mette a disposizione know-how, esperienza, tecnici, macchinari, organizzazione e tempo con l'obiettivo che quel campione diventi successivamente una produzione.

Anche il produttore, quindi, sta investendo nella collaborazione.

Ma perché questa collaborazione sia sostenibile, l'investimento deve esistere da entrambe le parti.

Il produttore investe il proprio know-how e la propria struttura.

Il brand deve essere disposto a investire nello sviluppo del proprio prodotto.

Il campione protegge anche il cliente

La campionatura non è un costo inventato per complicare il progetto.

È esattamente il contrario.

Serve a ridurre il rischio.

Immaginiamo di produrre direttamente 100 maglioni senza aver prima realizzato e approvato un prototipo.

E poi scopriamo che:

  • il collo è troppo stretto;
  • la maglia è troppo corta;
  • la vestibilità non è quella desiderata;
  • la mano del filato dopo il lavaggio non piace;
  • il peso è eccessivo;
  • la lavorazione non rende come previsto.

A quel punto il problema non riguarda più un campione.

Riguarda 100 capi.

Spendere per sviluppare correttamente un prototipo significa quindi proteggere un investimento molto più importante: quello della produzione.

Il campione serve anche per conoscere il prezzo reale

C'è infine un altro aspetto fondamentale.

Per un modello completamente nuovo, prima di svilupparlo molti dati possono essere soltanto stimati.

Quanto filato consumerà realmente?

Quanto tempo macchina richiederà?

Quanto tempo servirà per confezionarlo?

Quali lavorazioni aggiuntive saranno necessarie?

Come abbiamo spiegato parlando di come si calcola il prezzo di un capo di maglieria, due maglioni dello stesso materiale e dello stesso peso possono avere costi molto diversi.

Solo dopo aver sviluppato il prodotto possiamo conoscere con maggiore precisione consumi e tempi di lavorazione.

Il campione serve quindi anche a trasformare un prezzo ipotetico in un costo industriale reale.

Se non vuoi investire nello sviluppo, esiste un'altra strada

Ed è importante ribadirlo.

Non tutti i brand devono necessariamente sviluppare modelli completamente nuovi.

Se vuoi iniziare con un investimento più contenuto puoi scegliere i modelli già sviluppati dal produttore.

Il prodotto esiste già.

È già stato programmato.

È già stato campionato.

È già stato testato.

Il produttore ne conosce consumi, lavorazioni e costi.

A seconda del servizio offerto, puoi quindi personalizzarlo con le tue etichette, i tuoi cartellini, colori, ricami, logo o altri elementi del tuo brand.

È una soluzione perfettamente valida e, per molti nuovi brand, può essere anche un ottimo modo per iniziare.

Bisogna semplicemente comprendere la differenza:

personalizzare un prodotto esistente e sviluppare un prodotto nuovo non sono lo stesso servizio.

Nel primo caso parti dall'investimento che il produttore ha già fatto per sviluppare quel modello.

Nel secondo caso chiedi al produttore di sviluppare un prodotto appositamente per te.

E quello sviluppo ha un costo.

Il campione non è un costo inutile. È il primo investimento nel tuo prodotto

Se vuoi creare veramente una tua collezione, il campione è il momento in cui l'idea comincia a diventare un prodotto.

Fino a quel momento hai fotografie, disegni, riferimenti, moodboard e idee.

Dopo la campionatura hai qualcosa che puoi toccare.

Puoi indossarlo.

Puoi misurarlo.

Puoi fotografarlo.

Puoi mostrarlo ai buyer.

Puoi presentarlo ai tuoi clienti.

Puoi modificarlo.

Puoi approvarlo.

E soprattutto puoi produrlo.

Per questo un brand che vuole sviluppare prodotti propri deve inserire la campionatura nel proprio budget fin dall'inizio.

Non come un imprevisto.

Non come un costo da cercare di evitare.

Ma come parte dell'investimento necessario per trasformare un'idea in una collezione.

La scelta, in fondo, è semplice:

puoi partire dai modelli che il produttore ha già sviluppato e personalizzarli con il tuo brand.

Oppure:

puoi creare i tuoi modelli e investire nel loro sviluppo.

Entrambe sono strade valide.

Ma se scegli la seconda, devi essere disposto a investire nel prodotto che vuoi creare.

Perché prima di investire nella produzione della tua collezione, devi investire nello sviluppo della tua collezione.