Una delle domande che riceviamo più frequentemente da nuovi clienti e brand è:

“Quanto costa produrre un maglione in cashmere?”

Oppure:

“Vorrei produrre una felpa in maglia 100% merino extrafine da circa 250–350 grammi. Qual è il prezzo?”

Sono domande assolutamente comprensibili. Il problema è che, con queste sole informazioni, non è possibile calcolare un prezzo di produzione approssimativo, figuriamoci preciso.

Nella maglieria, infatti, il costo di un capo non dipende soltanto dal filato utilizzato e dal suo peso. Due maglioni realizzati con lo stesso filato, dello stesso peso e apparentemente molto simili possono avere costi di produzione sensibilmente diversi.

Vediamo perché.

Il filato è solo il punto di partenza

Naturalmente il filato incide sul prezzo.

Cashmere vergine, cashmere riciclato, merino extrafine, merino/seta o altre fibre hanno costi diversi. Anche all'interno della stessa composizione possono esserci differenze importanti in funzione della qualità, del titolo del filato, del produttore e delle caratteristiche tecniche.

Conoscere composizione e peso indicativo del capo permette quindi di fare una prima valutazione.

Ma non permette ancora di determinarne il costo reale.

Anche il tipo di collo cambia il prezzo

Prendiamo come esempio un semplice maglione in 100% merino extrafine.

Potrebbe essere:

  • girocollo;
  • scollo a V;
  • collo alto;
  • lupetto;
  • polo;
  • polo con zip;
  • collo con bottoni.

Potremmo utilizzare esattamente lo stesso filato e ottenere capi con peso finale molto simile.

Eppure il costo sarebbe diverso.

Perché?

Perché cambiano il numero dei componenti da produrre, i tempi macchina, la programmazione, le operazioni di confezione, le rifiniture e i tempi necessari per assemblare il capo.

Un collo alto non viene costruito come un girocollo. Una polo richiede lavorazioni che un girocollo non ha. Una zip introduce ulteriori materiali e operazioni.

Ogni dettaglio ha un costo industriale.

La costruzione del capo è fondamentale

Non basta nemmeno sapere che si tratta di un “crewneck” o di un “sweater”.

Bisogna conoscere come è costruito.

Ad esempio:

Che vestibilità deve avere? Regular, slim, oversize, boxy?

Che tipo di manica? Classica, raglan, scesa?

Quali sono le misure?

Qual è la lunghezza del capo?

Come sono realizzati fondo e polsi?

Ci sono spacchi, coste, bordi particolari o altri dettagli?

Anche pochi centimetri di differenza nelle dimensioni possono modificare il consumo di filato e i tempi di produzione.

Per questo una fotografia può essere utile per capire l'idea estetica, ma una scheda tecnica o un campione fisico sono molto più importanti per costruire una quotazione reale.

La lavorazione cambia completamente il costo

Un'altra variabile fondamentale è il tipo di punto.

Una maglia rasata, una costa, una maglia inglese, una treccia o una struttura jacquard non richiedono gli stessi tempi di produzione.

Alcune lavorazioni possono essere realizzate velocemente dalla macchina; altre richiedono tempi molto più lunghi.

E nella produzione industriale il tempo macchina è un costo.

Lo stesso vale per la finezza della macchina, il numero di fili utilizzati e la densità della lavorazione.

Dire semplicemente “100% merino, 300 grammi” non ci dice quindi quanto tempo sarà necessario per produrre quel capo.

Il peso del capo si conosce realmente dopo averlo sviluppato

Un altro problema frequente riguarda il peso.

Il cliente può indicare un obiettivo, ad esempio:

“Vorrei un maglione tra 250 e 350 grammi.”

È un'informazione utile, ma rappresenta un'indicazione progettuale, non necessariamente il consumo definitivo.

Quando sviluppiamo il modello dobbiamo stabilire titolo e numero di fili, tensioni, densità, misure e lavorazioni. E in base a questo quale macchina usare, ogni macchina ha una sua finezza che può lavorare.

Solo dopo aver sviluppato e realizzato il prototipo possiamo conoscere con maggiore precisione quanto filato viene realmente utilizzato per quel capo.

Ed è proprio il consumo reale di filato uno degli elementi fondamentali per calcolare il prezzo.

C'è poi il tempo di lavorazione

Due capi da 300 grammi possono utilizzare quantità di materia prima simili ma richiedere tempi macchina completamente differenti.

Se il primo necessita di 20 minuti di lavorazione e il secondo di 50 minuti, evidentemente non possono avere lo stesso costo.

Bisogna inoltre considerare tutte le altre fasi:

programmazione delle macchine, smacchinatura, confezione, rimaglio o assemblaggio quando necessario, lavaggio e finissaggio, stiratura, controllo qualità, applicazione di etichette e cartellini, eventuali ricami o personalizzazioni e confezionamento.

Il prezzo finale nasce dalla somma di tutte queste operazioni.

Perché il campione è così importante

Ecco perché, quando dobbiamo sviluppare un nuovo modello per un cliente, il campione non serve semplicemente a mostrare come sarà il prodotto finale.

È una vera fase di sviluppo industriale.

Partendo dal disegno, dalla scheda tecnica o dal campione di riferimento del cliente dobbiamo sviluppare il programma per le nostre macchine, scegliere la costruzione più adatta, realizzare il primo prototipo, verificarne misure e vestibilità, controllare la lavorazione e il comportamento del filato.

Ed è proprio durante questo processo che possiamo rilevare dati fondamentali come:

consumo effettivo di filato + tempo macchina + tempi di confezione e finissaggio + altre lavorazioni = costo reale di produzione.

Per questo il prototipo permette non soltanto al cliente di vedere e toccare il prodotto, ma anche al produttore di costruire una quotazione precisa e sostenibile.

“Ma almeno un prezzo indicativo?”

In alcuni casi sì.

Se il modello è molto simile a un articolo che abbiamo già prodotto, possiamo utilizzare la nostra esperienza e i dati delle produzioni precedenti per fornire una fascia di prezzo orientativa.

Ma bisogna distinguere chiaramente tra una stima e una quotazione definitiva.

Dire che “un maglione in merino costa X” senza conoscere costruzione, misure e lavorazione può sembrare semplice e veloce, ma rischia di creare problemi successivamente.

Preferiamo essere trasparenti fin dall'inizio.

Cosa ci serve per fare una prima valutazione?

Più informazioni riceviamo, più possiamo essere precisi.

Idealmente chiediamo al cliente di inviarci:

  • fotografia, disegno o rendering del modello;
  • scheda tecnica, se disponibile;
  • misure o size chart;
  • composizione desiderata;
  • tipo di lavorazione;
  • vestibilità;
  • dettagli di collo, polsi e fondo;
  • eventuali zip, bottoni, ricami o personalizzazioni;
  • quantità prevista;
  • numero di colori;
  • eventuale campione fisico di riferimento.

Non è necessario avere tutto perfettamente definito per contattarci.

Possiamo aiutare il cliente anche nello sviluppo del prodotto.

È però importante comprendere che più generica è la richiesta, più indicativo sarà necessariamente il prezzo.

Una maglia non è una commodity

Questo è forse il concetto più importante.

Un capo di maglieria Made in Italy non è semplicemente una certa quantità di cashmere o merino trasformata in un maglione.

Dietro ogni capo ci sono progettazione, programmazione, tecnologia, esperienza, tempi macchina, lavoro manuale, finissaggio e controllo.

Ed è proprio l'insieme di questi elementi a determinare il costo.

Per questo due prodotti che in una descrizione commerciale sembrano identici — ad esempio “maglione unisex 100% merino extrafine, 300 grammi” — possono in realtà essere prodotti molto diversi e avere prezzi altrettanto diversi.

Vuoi creare il tuo brand? Ci sono due strade diverse

Chi vuole vendere maglieria con il proprio marchio deve innanzitutto capire quale tipo di progetto vuole realizzare.

La prima possibilità è partire dai modelli già sviluppati dal produttore.

In questo caso il produttore ha già realizzato il lavoro di sviluppo: il modello esiste, è stato programmato, campionato, testato e prodotto. Il cliente può scegliere gli articoli dal catalogo e, in base alle possibilità offerte dal produttore, personalizzarli con le proprie etichette, i propri cartellini, un ricamo, il proprio logo o altri elementi identificativi del brand.

È la soluzione più semplice per chi vuole creare una propria collezione senza affrontare da subito tutti i costi di sviluppo di nuovi modelli.

La seconda possibilità è completamente diversa:

sviluppare e produrre i propri modelli.

In questo caso non stiamo più acquistando semplicemente un prodotto esistente e personalizzandolo. Stiamo creando un prodotto nuovo.

E creare un prodotto nuovo richiede un investimento.

Bisogna decidere quali modelli si vogliono realmente produrre, definire caratteristiche, misure, vestibilità, filati, lavorazioni e dettagli e quindi investire nella realizzazione dei campioni.

Non è realistico chiedere al produttore di sviluppare numerosi modelli diversi per poi decidere successivamente quali eventualmente produrre.

Ogni campione richiede lavoro: analisi del modello, programmazione, prove, filato, tempo macchina, confezione, lavaggio, finissaggio, controllo e, spesso, successive modifiche.

Il campione non è un capo acquistato in anticipo. È parte dell'investimento necessario per sviluppare un prodotto proprio.

Per questo, prima di iniziare una collezione private label realmente personalizzata, il brand deve fare una scelta: individuare i modelli sui quali vuole investire e iniziare da quelli.

È una differenza fondamentale tra scegliere un prodotto già sviluppato e metterci il proprio brand e creare veramente il proprio prodotto.

Su questo argomento torneremo in un articolo dedicato, perché capire perché la campionatura ha un costo e perché rappresenta un investimento, non una spesa inutile, è fondamentale per chiunque voglia costruire seriamente una propria collezione di maglieria.

Dal progetto al prezzo

Quando un brand ci contatta per sviluppare un nuovo prodotto, il nostro obiettivo non è semplicemente rispondere con un numero.

Vogliamo capire che cosa deve essere realmente prodotto.

Possiamo partire da un'idea, da una fotografia, da un disegno, da una scheda tecnica oppure da un capo esistente. Analizziamo insieme al cliente materiali, costruzione, lavorazioni e dettagli e sviluppiamo il prototipo.

A quel punto possiamo calcolare il consumo reale, i tempi di produzione e tutte le lavorazioni necessarie.

E trasformare un'idea in qualcosa di molto più concreto:

un prodotto industrializzabile, un campione reale e un prezzo reale.

Perché nella maglieria professionale il prezzo non si indovina.

Si costruisce insieme al prodotto.