Per un marchio di moda che vuole sviluppare una propria collezione di maglieria in cashmere, scegliere il produttore giusto è una delle decisioni più importanti. Non si tratta semplicemente di trovare qualcuno in grado di realizzare un maglione: significa individuare un partner capace di trasformare un'idea, un disegno, una scheda tecnica o un campione esistente in un prodotto industrializzabile, mantenendo qualità, vestibilità, costi e tempi sotto controllo.

Prato rappresenta da decenni uno dei principali distretti tessili e manifatturieri italiani e offre un ecosistema particolarmente adatto alla produzione di maglieria private label.

Due Toscani, azienda specializzata nella produzione di maglieria e accessori in cashmere, opera proprio all'interno di questo distretto e può essere un esempio utile per comprendere come funziona concretamente una produzione private label Made in Italy.

Perché produrre cashmere a Prato?

Quando si parla di Prato, spesso si pensa soprattutto ai tessuti. In realtà il distretto comprende una rete estremamente articolata di aziende specializzate: filature, maglifici, programmatori, tintorie, lavanderie, stirerie, confezioni, ricamifici, produttori di etichette, packaging e numerose altre lavorazioni.

Questo significa che molte delle competenze necessarie per trasformare un filato in un capo finito sono concentrate nello stesso territorio.

Per un brand questo rappresenta un vantaggio importante.

La produzione di un capo di maglieria non consiste infatti soltanto nello smacchinare il filato. Dietro un maglione apparentemente semplice possono esserci programmazione, prove di tensione, prototipazione, confezione, lavaggio, follatura, asciugatura, stiro, applicazione delle etichette e controllo qualità.

Due Toscani lavora all'interno del distretto tessile toscano coordinando queste diverse competenze, con l'obiettivo di offrire al cliente un interlocutore unico per lo sviluppo e la produzione della propria collezione.

Cosa fa realmente un produttore private label?

Private label non significa semplicemente applicare l'etichetta del cliente a un prodotto già esistente.

Esistono naturalmente diversi livelli di personalizzazione. Un brand può partire da un modello già sviluppato dal produttore e modificarne colore, filato, misure o dettagli. Oppure può voler sviluppare un capo completamente nuovo.

Nel caso di Due Toscani, ad esempio, è possibile lavorare sia partendo dai modelli presenti nelle collezioni dell'azienda sia sviluppando articoli specifici per il cliente.

Il punto di partenza può essere:

  • una scheda tecnica;
  • un disegno;
  • una fotografia;
  • un rendering;
  • un campione fisico;
  • un capo esistente da reinterpretare;
  • oppure semplicemente un'idea accompagnata da misure e indicazioni stilistiche.

Più precise sono le informazioni iniziali, più semplice sarà trasformare il progetto in un prototipo corretto.

Dal progetto al maglione: il processo produttivo

Uno degli aspetti che spesso sorprende i marchi che si avvicinano per la prima volta alla maglieria è la complessità della prototipazione.

Un capo nuovo deve innanzitutto essere interpretato tecnicamente.

Nel caso della maglieria elettronica è necessario realizzare un programma macchina specifico. Non si tratta di un semplice file grafico: la programmazione determina la costruzione del capo, le diminuzioni, gli aumenti, le lavorazioni, i punti, le tensioni e numerosi altri parametri.

Due Toscani utilizza tecnologia Shima Seiki, sia per la maglieria tradizionale sia per lavorazioni integrali/seamless. La programmazione richiede quindi personale specializzato e con esperienza specifica su queste macchine.

Una volta realizzato il programma viene prodotto il primo capo. In alcuni casi può essere conveniente effettuare prima una prova utilizzando un filato di test, in modo da verificare la costruzione prima di utilizzare un cashmere più costoso.

Successivamente il prototipo deve attraversare le altre fasi previste: confezione quando necessaria, trattamento, lavaggio o follatura, asciugatura, stiro e controllo.

Solo a questo punto è possibile valutare correttamente il risultato.

Il campione può richiedere modifiche alla vestibilità, alle misure, alla lunghezza, alle proporzioni o alla costruzione. Una volta approvato il prototipo definitivo, il modello può essere messo in produzione.

Il campione non è ancora la produzione

Questo è un concetto importante soprattutto per i nuovi brand.

Un prototipo è uno strumento di sviluppo.

Serve per arrivare al prodotto che successivamente potrà essere replicato in produzione. Per questo la realizzazione di un singolo campione può avere un costo apparentemente elevato rispetto al prezzo unitario del capo prodotto in serie.

Nel costo di sviluppo rientrano infatti programmazione, preparazione della macchina, filato, tempo macchina, confezione, trattamento, stiro e controllo, oltre alle eventuali modifiche necessarie.

Due Toscani considera quindi la campionatura come una vera fase di sviluppo del prodotto, non come la semplice produzione di un singolo maglione.

MOQ: quante unità bisogna produrre?

Il MOQ – Minimum Order Quantity è la quantità minima richiesta dal produttore per rendere economicamente sostenibile una produzione.

Nella maglieria italiana il MOQ dipende da numerosi fattori: modello, filato, colori, complessità della lavorazione e organizzazione produttiva.

Due Toscani lavora anche con brand e realtà relativamente piccole e, per le produzioni private label, il riferimento abituale è un minimo di 50 capi, da valutare comunque in funzione del progetto.

È importante discutere il MOQ già nelle prime fasi perché sviluppare numerosi modelli con pochissimi pezzi per articolo può rendere la collezione economicamente molto diversa rispetto a una produzione concentrata su pochi modelli e quantità maggiori.

Per un nuovo brand può quindi essere più intelligente iniziare con una capsule collection ben costruita piuttosto che sviluppare immediatamente un catalogo molto ampio.

Quali materiali scegliere?

Cashmere non significa necessariamente un solo tipo di filato.

Una delle prime decisioni riguarda la scelta tra cashmere vergine e cashmere riciclato. Non esiste necessariamente un materiale "migliore" in assoluto: sono due prodotti con caratteristiche, estetica, costi e posizionamenti differenti.

Due Toscani produce capi sia in cashmere vergine di alta qualità sia in cashmere riciclato, oltre a utilizzare merino extrafine e mischie pregiate come merino/seta.

Un'altra distinzione fondamentale riguarda il filato cardato o pettinato.

Un cashmere cardato può offrire una mano più morbida, piena, calda e tradizionale, mentre un filato pettinato permette di ottenere capi generalmente più sottili, leggeri e puliti nell'aspetto.

Anche la finezza della macchina cambia completamente il risultato.

Due Toscani lavora su diverse finezze e può sviluppare sia maglieria più corposa sia articoli estremamente sottili, compresa la maglieria pettinata realizzata su macchine finezza 18 integrali, particolarmente interessante per collezioni premium e luxury.

La scelta dovrebbe quindi partire dal risultato che il brand vuole ottenere, non semplicemente dal nome della fibra.

Maglieria seamless e tecnologia integrale

Un'altra possibilità per i marchi che vogliono sviluppare prodotti particolarmente raffinati è la costruzione integrale.

Con le macchine Shima Seiki integrali è possibile realizzare determinate tipologie di capo senza le tradizionali cuciture laterali.

Il risultato può offrire maggiore comfort, pulizia costruttiva e una vestibilità molto particolare.

Due Toscani utilizza questa tecnologia anche per produzioni private label, soprattutto per progetti nei quali leggerezza, comfort e qualità costruttiva rappresentano elementi importanti del posizionamento del prodotto.

Etichette, personalizzazione e packaging

Una produzione private label deve arrivare al cliente pronta per essere commercializzata.

Per questo bisogna definire fin dall'inizio anche gli elementi apparentemente secondari:

etichette marchio, etichette composizione, taglie, eventuali cartellini, packaging e modalità di confezionamento.

Due Toscani può gestire produzioni destinate a essere commercializzate direttamente con il marchio del cliente, coordinando le personalizzazioni concordate durante lo sviluppo.

Il brand deve però fornire tempestivamente loghi, grafiche, informazioni societarie e tutti i dati necessari alla realizzazione delle etichette.

Esportazione e spedizione

Lavorare con un produttore italiano non significa necessariamente essere un'azienda italiana.

Due Toscani lavora con clienti B2B internazionali e può realizzare produzioni destinate a mercati europei ed extra-UE.

Prima dell'ordine è importante chiarire:

  • indirizzo e paese di destinazione;
  • modalità di spedizione;
  • costi di trasporto;
  • documentazione richiesta;
  • posizione IVA del cliente;
  • eventuali formalità doganali;
  • dazi e oneri di importazione nel paese di destinazione.

Per le spedizioni extra-UE, in particolare, il brand dovrebbe verificare preventivamente le regole applicabili nel proprio mercato.

Il produttore può predisporre la documentazione commerciale necessaria alla spedizione, ma eventuali dazi, imposte locali e procedure di importazione dipendono dal paese di destinazione e dagli accordi commerciali concordati.

Come preparare un buon brief per il produttore

Un brief ben preparato può ridurre enormemente tempi, incomprensioni e costi di sviluppo.

Prima di contattare Due Toscani – o qualsiasi altro produttore – è utile preparare almeno queste informazioni:

  1. Tipologia di prodotto – girocollo, cardigan, dolcevita, polo, abito, sciarpa, cappello ecc.
  2. Uomo, donna o unisex.
  3. Materiale desiderato – cashmere vergine, riciclato, merino, merino/seta ecc.
  4. Peso e mano desiderati – leggero, medio, pesante, morbido, compatto, asciutto ecc.
  5. Misure o size chart.
  6. Quantità previste.
  7. Numero di colori.
  8. Mercato e fascia prezzo del prodotto.
  9. Foto, disegni, schede tecniche o campioni di riferimento.
  10. Data indicativa entro la quale dovrebbe essere disponibile la produzione.

Non è indispensabile conoscere la finezza macchina o il titolo esatto del filato.

Questa è una delle funzioni del produttore.

Un cliente può spiegare a Due Toscani: "Vorrei un girocollo donna molto leggero, pulito, morbido, senza cuciture e con un aspetto luxury".

A quel punto sarà il produttore a valutare filato, titolo, finezza e costruzione più adatti.

Cosa verificare prima di scegliere un produttore di cashmere

Il prezzo è importante, ma non dovrebbe essere l'unico criterio.

Prima di affidare una collezione a un produttore è consigliabile capire dove viene realmente prodotto il capo, quali tecnologie vengono utilizzate e chi segue lo sviluppo.

È utile verificare anche:

  • esperienza specifica nella maglieria;
  • capacità di sviluppare modelli da zero;
  • disponibilità di programmatori specializzati;
  • tipologia di macchine utilizzate;
  • provenienza e qualità dei filati;
  • capacità di realizzare campioni;
  • MOQ;
  • tempi produttivi;
  • controllo qualità;
  • possibilità di realizzare private label;
  • capacità di esportazione;
  • chiarezza nella comunicazione.

Un'altra domanda fondamentale è: chi sarà il mio interlocutore durante il progetto?

Per un brand piccolo o medio avere un rapporto diretto con chi conosce realmente la produzione può essere molto più importante di quanto sembri.

È proprio questo uno dei principi su cui Due Toscani ha costruito il proprio servizio B2B: un rapporto diretto tra il marchio e il produttore, senza trasformare lo sviluppo di una collezione in una lunga catena di intermediari.

Visitare il produttore può fare la differenza

Quando possibile, per un progetto importante vale la pena visitare personalmente il produttore.

Vedere macchine, filati, campioni e lavorazioni permette di comprendere molto meglio cosa è possibile realizzare.

Per un marchio che non può raggiungere immediatamente l'Italia, una prima video call conoscitiva con Due Toscani può essere sufficiente per analizzare il progetto, vedere i riferimenti, discutere materiali, quantità e obiettivi e capire se esistono le condizioni per procedere allo sviluppo.

Due Toscani: produzione private label nel distretto di Prato

Scegliere Prato significa entrare in contatto con un territorio che vive quotidianamente di tessile e manifattura.

Due Toscani produce maglieria e accessori Made in Italy in cashmere vergine, cashmere riciclato, merino extrafine e altre fibre pregiate, seguendo sia proprie collezioni sia produzioni private label sviluppate per boutique, retailer e marchi di moda.

Grazie alla tecnologia Shima Seiki, alla possibilità di lavorare su diverse finezze e alla collaborazione con una rete di aziende specializzate del territorio, è possibile seguire il progetto dalla scelta del filato fino al capo finito.

Per chi possiede già una scheda tecnica, un campione o semplicemente alcune immagini di riferimento, il primo passo non deve necessariamente essere un ordine.

Può essere una conversazione.

Analizzare insieme il modello, il materiale, le quantità previste e il posizionamento del brand permette di capire rapidamente come produrlo, con quale tecnologia, con quale filato e con quali costi indicativi.

Ed è proprio da qui che dovrebbe iniziare una buona produzione private label: non dalla macchina, ma dalla comprensione del prodotto che il marchio vuole creare.